Quello che mi affascina
delle tecniche incisiorie è la replicabilità della matrice; non tanto in termini quantitativi ( il concetto di tiratura inteso in senso classico), quanto in termini di libertà espressiva.
Una volta arrivata alla realizzazione della matrice – meglio sarebbe dire delle matrici, visto che lavoro preferibilmente con matrici multiple – mi rilasso e mi diverto. Il mio sforzo di narrazione si è concluso e la paura dell’errore è uno scoglio superato, gioiosamente soppiantato dalla sperimentazione veloce, dalla soddisfazione fisica della ricerca cromatica in fase di stampa.
Da questo momento in poi è un insaziabile accostamento di colori, di trattamenti, di sovrapposizioni e trasformazioni; cambio idea vorticosamente, e non definisco un punto di arrivo in questo mio continuo cercare una nuova possibilità .
Dati i presupposti, il risultato è un esercito di interpretazioni differenti, e tutte reclamano il primo posto e tutte hanno gli stessi meriti… ed io non so decidermi per la migliore; le amo tutte con la stessa intensità.
Lavoro quindi basandomi prevalentemente sulla formula della suite, dove più variabili sono convocate a costituire un’opera unica, non definitiva, che si modula e si trasforma a seconda degli spazi e del sentire del momento.

Valeria Gasparrini

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