Cliente Progetto " VITA!"
Anno 2020
Tecnica Acquaforte su rame e matrice in PVC. L'acquaforte è stata realizzata con due prove di stato per un totale di 5 morsure. La stampa è calcografica e tipografica.
In vendita si
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Ho iniziato a lavorare a VITA! Durante il lockdown. Gli umani chiusi in casa, e fuori la vita che riprendeva forza ed ossigeno; querce, api, rondini, anche il terrazzo invaso.

Ho istintivamente cercato un’immagine la cui lavorazione fosse lenta e minuziosa, un ricamo delicato, ripetitivo, a suo modo semplice. Quello che non mi immaginavo è che si innescasse un piacevole agrodolce meccanismo fatto di perdersi e ritrovarsi: quale albero sono adesso? Dove mi trovo? Cosa devo disegnare? Sono fuori, alla luce (attenzione a lasciare i bianchi), oppure sono sotto, nell’ombra (infittire il segno, creare gli scuri)?

Mi ritrovo; inizio a disegnare, di nuovo mi perdo e di nuovo mi ritrovo. E so già che mi perderò e mi ritroverò ogni volta che lascio il presente, questo raggio di due centimetri dal posto in cui ho appena scoperto di essere e che sto disegnando.

Perché questo mi risulta piacevole? Ah, non so.

So che l’ho vissuto come un lavoro tranquillizzante e concentrato, un dedicarsi ai particolari, un continuo chiarirsi le idee al sicuro, nella mia casa.

Ho proceduto alla morsura della lastra a lockdown finito; a questo punto basta (!) coi ricami: ero impaziente, incapace di ulteriori attese e progettualitá mentali; le cinque fasi di morsura a cui è stata sottoposta la lastra per un totale di due prove di stato sono state una vera sofferenza.

La fase di stampa è avvenuta nel mese di Luglio.

Al contrario di quelli che sono di solito i miei lavori, in questa lastra era stato già tutto detto… la stampa e le sue variabili avevano poco da aggiungere.

Guardando il risultato mi rendo conto di avere diviso la mia percezione della vita in due strati: riconosco un sotto e un sopra. La vita che cresce e matura nel sotto (invisibile all’occhio del sopra, aereo) si muove sottotraccia, crea fertili presupposti, è sconosciuta, umida, ricca, pericolosa e misteriosa…. segue sue mappe, non ha i punti d’orientamento dati dall’orizzonte, dal cielo; è seppellita in un ambiente chiuso ed uguale, tronchi di alberi, liane, felci, foglie compresse in un raggio visivo poco luminoso e di pochi metri, siamo persi nel ribollire di getti, germogli, fiori, frutti. Ma decisamente sa quel che deve fare.

È il re nell’ombra.

La vita che si mostra nel sopra è l’effetto manifesto, il paesaggio evidente che si innalza dal suolo spinto da quello che c’è sotto; ed in un certo senso sopra sono salva, posso vedere, capire dove sono e dove vado. Posso ricamare quello che vedo, posso dare forma tante volte, ogni volta che voglio, ogni volta che ne ho bisogno, al mio posto fra le cose.

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