In un panorama uniforme di metodico annientamento della dignità della vita le persone sono esistite , nonostante tutto, ognuna con la propria storia e con propria insostituibile presenza.

” Quante insostituibili vite”; 9 stampe 17 x 27 montate insieme in un’unica opera 70 x 100. Lastre sagomate, acquaforte, interventi a monotipo.

” Quante insostituibili vite”; libro d’artista con copertina di zinco . Lastre sagomate, acquaforte, interventi a monotipo. 20 pagine rilegate in fil di ferro.   

Il Giorno della Memoria è una ricorrenza internazionale fondamentale, che ogni anno ricorda a noi tutti, commemorando le vittime dell’Olocausto, un triste capitolo della Storia dell’Umanità. Istituita nel 2005, venne scelta come data simbolica il 27 gennaio, perché in quel giorno del 1945 le truppe sovietiche liberarono il campo di concentramento di Auschwitz.

Giorno quindi di presa di coscienza collettiva, il 27 gennaio rappresenta il momento cruciale e drammatico della scoperta e dell’avvio delle testimonianze dei sopravvissuti. Le parole di chi, con dolorosi e immotivati sensi di colpa, poteva dire di “avercela fatta”, divennero necessarie per aprire gli occhi a tutto il mondo, anche a chi non voleva vedere di quale orrore si era macchiato il governo nazista e di quale nefandezze poteva essere in grado il genere umano.

Ogni anno anche Roma partecipa attivamente a questa commemorazione; sono molti gli eventi e le giornate di studio che vengono organizzate nella capitale in occasione della Giornata della Memoria. Quest’anno la Casa della Memoria e della Storia ha deciso di ricordare le vittime del genocidio nazista con un’esposizione intitolata Shoah: la percezione e lo sguardo del contemporaneo nella fotografia e nella grafica d’arte, a cura di Bianca Cimiotta Lami, Toni Garbasso Giorgia Pilozzi.

In mostra le opere grafiche e fotografiche di artisti provenienti da percorsi diversi, accomunati dall’intento di invitare il pubblico a una rinnovata riflessione sui tragici eventi della Shoah attraverso la visione di opere interpretative anziché storiche o celebrative. Per la sezione fotografia, sono presenti le opere di Andy Alpern, Dario Bellini, Carlo Maria Causati, Marzia Corteggiani, Valerio De Berardinis, Gerri Gambino, Roberto Steve Gobesso, Teresa Mancini, Cristina Omenetto, Francesco Radino; per la sezione grafica Alessio Consiglio, Valeria Gasparrini, Alessandro Fornaci, Susanna Doccioli, Giorgia Pilozzi, Marcello Fraietta e Laura Peres.

Mediante linguaggi contemporanei differenti, ogni artista è partito da un ricordo o un racconto ricercato, da un’immagine o una testimonianza documentaria attinente il tema di riflessione. Alcuni si sono concentrati su un personaggio storico, altri su un evento specifico, altri ancora su una storia di vita ereditata dai ricordi familiari oppure completamente immaginata; tutti, comunque, seppur con differenti medium espressivi e sensibilità, hanno trovato il proprio punctum di indagine, la traccia da cui partire per tessere i fili di una trama storica che appartiene ad ognuno di noi.

Le opere in mostra vogliono essere la persistenza di visioni personali intrecciate oltre il tempo, binari paralleli che collegano il passato con il presente, spingendoci ancora oggi al dialogo, alla riflessione, alla messa in dubbio delle nostre fragili certezze.

 

WordPress Image Lightbox
it_ITIT