VITA!

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Le immagini sono accurate, e riflettono fedelmente l'originale, ma se l'opera che vi arriva dovesse discostarsi da quanto vi aspettavate potete restituirla, ed io vi restituirò l'importo. L’opera verrà spedita con un imballaggio accurato, per evitare ammaccature. Ogni opera sarà accompagnata da una scheda tecnica firmata dall'artista dove sarà specificata la tecnica e la tiratura; Le opere stampate a mano saranno contrassegnata da un timbro a secco dell'autrice. Dal momento dell'acquisto ho bisogno di circa una settimana per confezionare l'opera e spedirla, ma cercherò di fare anche prima. All'acquisto seguirà fattura elettronica, come per legge. Mi serviranno quindi il vostro nome, cognome, indirizzo e codice fiscale, nonché una mail a cui spedire la fattura di cortesia.
The images are accurate, and faithfully reflect the original, but if the work you receive deviates from what you expected, you can return it, and I will return the amount. The images are accurate, and faithfully reflect the original, but if the work that comes to you deviates from what you expected you can return it, and I will return the amount; the work will be shipped with careful packaging, to avoid dents. Each work will be accompanied by a technical sheet signed by the artist where the technique and print run will be specified; hand-printed works will be marked with a dry stamp from the author. From the moment of purchase I need about a week to package the work and ship it, but I will try to do it even sooner.The purchase will be followed by an electronic invoice, as per law. I will then need your name, surname, address and tax code, as well as an email to send the courtesy invoice to.

Ho iniziato a lavorare a VITA! Durante il lockdown. Gli umani chiusi in casa, e fuori la vita che riprendeva forza ed ossigeno; querce, api, rondini, anche il terrazzo invaso. Ho istintivamente cercato un’immagine la cui lavorazione fosse lenta e minuziosa, un ricamo delicato, ripetitivo, a suo modo semplice. Quello che non mi immaginavo è che si innescasse un piacevole agrodolce meccanismo fatto di perdersi e ritrovarsi: quale albero sono adesso? Dove mi trovo? Cosa devo disegnare? Sono fuori, alla luce (attenzione a lasciare i bianchi), oppure sono sotto, nell’ombra (infittire il segno, creare gli scuri)? Mi ritrovo; inizio a disegnare, di nuovo mi perdo e di nuovo mi ritrovo. E so già che mi perderò e mi ritroverò ogni volta che lascio il presente, questo raggio di due centimetri dal posto in cui ho appena scoperto di essere e che sto disegnando. Perché questo mi risulta piacevole? Ah, non so. So che l’ho vissuto come un lavoro tranquillizzante e concentrato, un dedicarsi ai particolari, un continuo chiarirsi le idee al sicuro, nella mia casa.
Ho proceduto alla morsura della lastra a lockdown finito; a questo punto basta (!) coi ricami: ero impaziente, incapace di ulteriori attese e progettualitá mentali; le cinque fasi di morsura a cui è stata sottoposta la lastra per un totale di due prove di stato sono state una vera sofferenza. La fase di stampa è avvenuta nel mese di luglio.Al contrario di quelli che sono di solito i miei lavori, in questa lastra era stato già tutto detto… la stampa e le sue variabili avevano poco da aggiungere. Guardando il risultato mi rendo conto di avere diviso la mia percezione della vita in due strati: riconosco un sotto e un sopra. La vita che cresce e matura nel sotto (invisibile all’occhio del sopra, aereo) si muove sottotraccia, crea fertili presupposti, è sconosciuta, umida, ricca, pericolosa e misteriosa…. segue sue mappe, non ha i punti d’orientamento dati dall’orizzonte, dal cielo; è seppellita in un ambiente chiuso ed uguale, tronchi di alberi, liane, felci, foglie compresse in un raggio visivo poco luminoso e di pochi metri, siamo persi nel ribollire di getti, germogli, fiori, frutti. Ma decisamente sa quel che deve fare.
È il re nell’ombra.
La vita che si mostra nel sopra è l’effetto manifesto, il paesaggio evidente che si innalza dal suolo spinto da quello che c’è sotto; ed in un certo senso sopra sono salva, posso vedere, capire dove sono e dove vado. Posso ricamare quello che vedo, posso dare forma tante volte, ogni volta che voglio, ogni volta che ne ho bisogno, al mio posto fra le cose.
VITA! La prima prova di stato
Per realizzare un’acquaforte si incide una lastra di metallo. Dopo averla ricoperta con uno strato di cera, con una punta si “graffia” il disegno, e successivamente si immerge in un acido corrosivo. L’acido corroderà solo il metallo scoperto, creando dei solchi; saranno questi segni ad essere inchiostrati e stampati. La prova di stato è la stampa di una matrice che poi ha subito ulteriori interventi, cambiando permanentemente il suo contenuto.
VITA! Prova di stampa
Prima di stampare un’opera nella sua versione definitiva, vengono fatte delle prove di stampa. Si sceglie il colore (prova colore; p.c.), si decide il tipo di carta e la pressione del torchio (prova di stampa p.d.s.). Se in seguito alla stampa si decide di modificare la lastra, allora la stampa in questione viene definita una prova di stato (p.di stato).
VITA! La seconda prova di stato
La prima matrice che realizziamo si chiama “Prima prova di stato”. Ogni successiva modifica alla stessa matrice viene segnata come prova di stato successiva: 2,3,4… In questo caso dopo avere stampato la lastra per la prima volta ho deciso di arricchire e sottolineare il segno; l’ho quindi nuovamente ricoperta di cera, ma stavolta un tampone ed una cera solida, per essere sicura che tutti i segni precedenti fossero ben riempiti e protetti. Poi l’ho nuovamente disegnata e nuovamente rimessa in acido. Il risultato finale è una matrice incisa due volte, dove i segni si sovrappongono ed integrano fra di loro.
